21/03/2005
Processo a Michael Jackson: parla lo psicologo specialista

L’udienza di oggi, lunedì 21 marzo, è iniziata con 45 minuti di ritardi rispetto all’orario previsto. Michael Jackson è arrivato presso il tribunale di Santa Maria, in California, con 5 minuti di ritardo, ma questa volta il giudice Melville non è andato su tutte le furie come una decina di giorni fa, quando minacciò di far partire un mandato di arresto per un ritardo della star. Infatti sembra che il giudice sia stato avvisato in anticipo di un prolungamento dell’attesa dell’arrivo di Michael presso l’aula del tribunale. Completo scuro e fascia blu a braccio destro, Jackson è stato aiutato a scendere dalla macchina e accompagnato e sorretto da una guardia del corpo e dal fratello Jackie che gli stringevano le mani. Vistosamente dolorante, con un passo lento, si è diretto verso l’aula del tribunale e titubante nei movimenti è riuscito, comunque, a salutare i fan e supporter accorsi a Santa Maria per lui.

Appena entrato nell’aula, Jackson, approfittando di una riunione confidenziale del suo affocato difensore Thomas Mesereau Jr. con il giudice Melville, si è fatto accompagnare in un'altra stanza, presumibilmente un bagno, sempre sorretto dal fratello e da una guardia del corpo, mentre si copriva con un fazzoletto bianco il viso, probabilmente in lacrime. Il viso di Jackson è apparso teso e dolorante quando l’udienza è poi iniziata alle 09:45 ore locali. La superstar è stata vista anche accasciata sul tavolo, sempre con il viso coperto, lacrimante e ansimante dal dolore, che gli procurava difficoltà a stare seduto. Dietro di lui un dottore, pronto a soccorrerlo in caso di bisogno. Non si conoscono, ad ora, le cause di questi problemi, ma probabilmente sono da ricondursi ai forti dolori alla schiena, sembrano causati da una caduta, che già lo obbligarono ad un ricovero di urgenza in ospedale i giorni scorsi.

Sul banco dei testimoni è stato chiamato oggi dall’accusa Anthony J. Urquiza, uno psicologo specialista in reati di abusi su minore.
Lo psicologo ha descritto alla giuria la “Sindrome dell’accettazione dell’assalto sessuale”, spiegando come sia possibile (andando a giustificare le numerosissime contraddizioni dell’accusatore nel caso contro Jackson) che un minore, in particolare maschio, vittima di abusi sessuali, possa tendere a tenere nascosto il fatto, anche a lungo, e come non sia improbabile che poi vengano date spiegazioni contorte e contraddittori dei fatti. Urquiza ha poi continuato spiegando che spesso si assistono a repentini sbalzi di umore nel minore, anche seguiti da cambiamenti comportamentali violenti, che possono sfociare in comportamenti simili a quelli attribuiti a Gavin Arvizo, per esempio assalti verbali ai professori.
Lo specialista ha inoltre detto che non è inusuale il negare gli abusi di fronte ad adulti, andando in pratica a giustificare il comportamento di Gavin che dichiarò ad un suo professore di non essere mai stato molestato da Michael Jackson. “Il fatto di aver dichiarato il contrario, non implica che l’abuso non sia avvenuto. Lo si può negare anche solo per la paura di essere considerati gay”.

La difesa è comunque riuscita a strappare a Urquiza dichiarazioni a favore di Jackson.
Durante il controinterrogatorio, infatti, Mesereau ha fatto una specifica domanda allo specialista sulla possibilità che sia tutto una montatura al fine di estorcere denaro a Michael. “Lasci che le descriva questo ipotetico scenario”, ha incalzato Mesereau, “Abbiamo una madre e tre ragazzini, non c’è una figura paterna. C’è stato in passato un traumatico divorzio e una tremenda causa di affidamento. Per qualche ragione questa famiglia ha incontrato una persona e l’ha adottata quale figura paterna, ma poi vi è una repentina divisione. La madre i i ragazzi vedono questa persona che consideravano una figura paterna sfuggire via. Lei può immaginare, in questa situazione, una madre che spinge i figli a creare delle false accuse di molestie?”
Urquiza ha risposto di non essere la persona adatta a rispondere a questa domanda, poiché non ha mai indagato personalmente in casi di accuse false, ma che lo scenario proposto non è impossibile. Ha inoltre aggiunto che la percentuale di accuse di molestie false sia inferiore al 7%, ma che in effetti la maggior parte dei casi si ha situazioni di divorzio e cause di affidamento. È forse un caso che la famiglia Arvizo (come anche la famiglia Chandler nel 93), sia reduce da un tumultuoso divorzio e una tremenda causa di affidamento, nella quale sono emerse anche accuse di molestie da parte del padre?


By: MJFS News Staff

Fonte: CNN / FoxNews

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