09/05/2005
Michael Jackson non mi hai mai molestato: parla un ex frequentatore di Neverland

Dopo che Mercoledì scorso il procuratore distrettuale Thomas Sneddon ha dichiarato chiuso, almeno per il momento, il proprio lavoro, la difesa ha preso le redini del processo contro Michael Jackson, presso il tribunale di Santa Maria, in California.
Giovedì infatti è salito sul banco dei testimoni il primo della lunga lista delle persone, e celebrità, che la difesa del cantante è pronta a schierare.
Il giudice Melville ha poi negato l’archiviazione del caso per inconsistenza dello stesso, lasciando la parola a Wade Robson, giovane e famoso coreografo, che tra le altre cose conduce un programma su MTV e ha lavorato con Britney Spears.

Robson già nel 1993, subito dopo lo scandalo, dichiarò che mai nulla di inappropriato era avvenuto tra lui e Jackson. A un testimone dell’accusa, nelle settimane passato, testimoniò l’opposto, dicendo di aver visto Michael Jackson prestare attenzioni particolari il giovane Wade e di aver visto i due effettuare una doccia assieme, lasciando intendere il fatto che fossero entrambi nudi. Ma Giovedì 5 Maggio Robson è voluto salire sul banco dei testimoni per ribadirlo “Non mi ha mai molestato, No, Assolutamente no”. Ha continuato negando che mai Jackson ha prestato verso lui, o nessun altro di sua conoscenza, particolari attenzioni o “carezze”, dichiarando di aver dormito a Neverland circa venti volte, e di non aver dormito nella stanza di Michael solo 4 o 5 volte, e che mai, nelle svariate occasioni in cui si intrattenne nella camera da letto del padrone di casa, successe qualcosa di inappropriato. Con decisione, inoltre, Robson ha negato di aver mai fatto una doccia assieme a Jackson, andando a contraddire quindi il testimone dell’accusa che dichiarò sotto giuramento l’opposto.
“Giocavamo con i videogiochi, guardavamo dei film, e parlavamo molto”, così il coreografo australiano descrive le sue giornata a Neverland, “Spesso facevamo le lotte con i cuscini”. Nulla di inappropriato, quindi, stando alle parole di una delle presunte vittime segnalate dal procuratore.

[Nella foto a destra il coreografo australiano Wade Roson, ora 22enne]
Ma l’accusa torna all’assalto, chiedendo al testimone se non fosse possibile che le molestie ai suoi danni non fossero state perpetrate durante il sonno. “Lo escludo, una cosa del genere mi avrebbe svegliato, no, non può essere successo”, ha prontamente negato Robson.
Il procuratore Zonen si è avvicinato al tavolo dei testimoni mostrando a Wade Robson due libri, sequestrati nel 1993 a casa di Jackson.
Uno dei libri, “The Boy: A Photographic Essay”, precedentemente riportato anche nelle precedenti news, contiene alcune fotografie di ragazzini nudi in spiaggia, ma si tratta di scene tratte dal film “Il signore delle mosche” un classico del 1963. “non vi trovo nulla di pornografico in questo, è un libro, d’arte, nulla di più” avrebbe risposto l’australiano alle provocazioni del procuratore.
Tutt’altra reazione invece quando gli viene posto tra le mani un altro libro, che sembrerebbe contenere immagini di chiara natura sessuale, sia tra uomini e donne sia di natura omosessuale. Nostre fonti vogliono che tale libro, non pornografico, ma altamente erotico, sia stato in effetti rinvenuto a Neverland, ma non nella libreria personale di Jackson, ma in un deposito immagazzinato in scatoloni contenenti centinaia di altri libri di arte, storia o semplici romanzi. Forse libri di cui Jackson potenzialmente poteva ignorarne l’esistenza.
Alla domanda “Avresti delle titubanze nel sapere che un uomo che possiede tale libro dormisse nello stesso letto con un dodicenne”, Wade Robsonha risposto in maniera affermativa, subito sottolineando, però, che Jackson non mostrò mai a lui ne a nessun altro bambino materiale di quel genere o lontanamente assimilabile a materiale erotico o pornografico.

Non è ancora chiaro quale libro, oltre a “The Boy: A Photographic Essay”, sia stato portato in tribunale. Si sa solo che si tratta comunque di elementi provenienti dalle precedenti indagini e da perquisizioni avvenute più di 11 anni fa. Nelle recenti perquisizioni, più di 100, non è mai stato trovato alcun elemento che potesse aiutare l’accusa, tranne 10 riviste erotiche eterosessuali, che secondo molti potrebbero addirittura aver aiutato la difesa.

A seguire ha testimoniato Brett Barnes, anche lui un ex-frequentatore di Neverland: “Ho conosciuto Jackson all'età di cinque anni durante un suo tour in Australia”.
Anche Barnes è stato nominato, nelle scorse udienze, da un testimone dell’accusa, come una delle vittime di Jackson. Ma Barnes ha voluto mettere le cose in chiaro: “Non sono mai stato molestato”, avrebbe dichiarato “Nessun comportamento lascivo nei miei riguardi, niente di male, mai, avrei reagito, non avrei mai tollerato nulla di simile”. In particolare riferendosi proprio alle dichiarazioni di un ex-dipendente di Jackson “Hanno dichiarato il falso infangando il mio nome, questo mi ha sconvolto.”

Anche in questo caso il procuratore non si è fatto perdere l’occasione per cercare di riguadagnare qualche punto, dopo il brutto colpo inflitto da queste due testimonianze.
Alla domanda su come Jackson si vestisse durante i pernottamenti Barnes ha risposto “Con dei pigiami, dei completi, oppure a volte con i pantalone dei pigiama e una maglietta”. Ma lo stesso ragazzo ha poi ammesso di riconoscersi in una fotografia polaroid mostratagli dal procuratore, in cui compaiono lui nel letto, con vicino Jackson, che appare vestito della sola biancheria intima. “Sì sono io”, avrebbe dichiarato “ma non è mai successo nulla”. Sotto specifiche domande dell’accusa ha poi ammesso di non aver mai visto, per quanto si ricordi, Michael Jackson in compagnia di figure femminili, se non in rarissime occasioni.

Il giorno seguente, Venerdì 6 Maggio, sono salite sul banco dei testimoni anche le madri e le sorelle dei due ragazzi. Tutte a confermare che nulla di inappropriato fosse successo tra Michael Jackson e alcun minore presente a Neverland.

“Neverland è un posto magico, il posto più bello del mondo”, avrebbe dichiarato Joy Robson, madre del coreografo australiano. Riferendosi poi a June Chandler, una delle testimoni in questo processo, madre di Jordan Chandler, il ragazzo che accuso Michael Jackson nel 1993, la signora Robson ha dichiarato “Ho sempre pensato fosse solo alla ricerca dei soldi di Jackson, comandava tutti a Neverland come se fosse casa sua… gli interessavano solo il successo e i soldi”. “Mi sono sempre fidata di Michael, è una delle persone più buone e umili di questo mondo” ha poi continuato “Non ho mai visto nessun tipo di comportamento inappropriato da parte sua”.
Anche la figlia Chantal ha elogiato Michael Jackson, negando ogni accusa rivolta a Jackson. Dello stesso avviso Marie Lisbet, madre di Brett Barnes.
Tutte testimonianze che hanno inferto dure ferite all’accusa, andando a ripulire l’immagine di Michael Jackson, e andando sempre più a scalfire la credibilità dei testimoni dell’accusa.

Meno bene, per il cantante, è andata la testimonianza di Karlee Barnes, sorella di Brett. Anche lei ha dichiarato, in linea con gli altri testimoni, di non aver mai visto Jackson comportarsi in maniera scorretta con nessuno di loro. Anzi, Karlee ha anche dichiarato di aver dormito, con il fratello, nella stanza personale di Michael Jackson, e di non aver mai visto accadere nulla di male. La testimonianza della Barnes non è stata infatti dannosa, per Jackson, per le accuse, ma hanno contribuito a dipingere l’immagine di una persona eccentrica, troppo fuori dal normale. Alla domanda su quante notti avessero dormito assieme a Jackson, la ragazza ha tranquillamente ammesso “direi circa 300, forse più, abbiamo viaggiato con Michael sei mesi nel 1992 e sei mesi nel 1993”. I due ragazzi hanno infatti accompagnato Jackson durante la sua tournee “Dangerous World Tour”. La ragazza ha inoltre ammesso di aver saltato numerosissime lezioni di scuola per stare in compagnia di Jackson. “Era mio fratello a volerlo, volevamo stare sempre con Michael”. Tuttociò, sebbene non pertinente direttamente alle accuse di molestie su minori, non aiutano a dipingere Jackson come un uomo responsabile, ma forse come davvero a un Peter Pan, disinteressato da tutto e da tutti, che vive a Neverland, più simile ad un paese dei balocchi, dove non esiste nemmeno la scuola, ma forse solo qualche tutor ben pagato.

Certo, non un immagine idilliaca, se non per i bambini stessi, ma di certo non sembra un alcova di un pedofilo, ma anzi, Jackson è stato descritto da questi sei testimoni come un uomo benevolo, di cui fidarsi, sempre pronto ad aiutare il prossimo, nemmeno capace di pensare di far del male ad un bambino.


By: MJFS News Staff

Fonte: FoxNews / CNN / MJFanSquare

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